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L'Assemblea di Cia Romagna conferma presidente Danilo Misirocchi

26/01/2018 - «Ho l’onore e l’onere di rappresentare la Cia in questa sua nuova dimensione - afferma il presidente Misirocchi - Stiamo parlando di circa sei mila aziende, di oltre diciotto mila soci, 106 dipendenti a tempo indeterminato, una presenza capillare sul territorio romagnolo con 35 sedi: il territorio è il punto di partenza e di arrivo di tutta l’attività politica e dei sevizi. Rappresentiamo un’area vasta, articolata, dove sono presenti tante tipologie di colture con esigenze in certi casi sicuramente simili, ma non uguali. Tutte le sfumature e le diversità sono da cogliere,

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Stefano Francia vicepresidente Cia Emilia Romagna

09/02/2018 - Il romagnolo Stefano Francia (Ravenna, nella foto) è vicepresidente della Cia regionale insieme ad Antenore Cervi, mentre il presidente regionale, lo ricordiamo, è Cristiano Fini. Nella Direzione regionale della Cia, oltre a Francia, gli altri romagnoli sono (in ordine alfabetico): Cacciatore Salvatore (Gie sementiero; Ra), Dosi Antonio (Ra), Falcioni Lorenzo (Rn), Fattori Elmo (FC), Malavolti Stefania (Ra), Mazzoni Guglielmo (FC), Mazzoni Paolo (Gie vitivinicolo; Ra), Misirocchi Danilo (Ra), Pagliarani Matteo (FC), Pedini Oretta (Rn), Quarneti Stefano (Gie ortofrutticolo; Ra), Scardovi Pamela (Ra), Signani William (Ra), Varo Ilia (Rn), Volanti Gianfranco (Rn).

giacomo fucci conselice caseificio boschetto vecchio rid01/02/2018 - Protagonista della prossima puntata di "Linea Verde… va in città", il programma che da oltre mezzo secolo racconta l’agricoltura italiana e le sue eccellenze, sarà anche il "Caseificio Boschetto Vecchio" di Conselice (Ra), associato Cia Romagna. In onda sabato 3 febbraio, alle ore 12.20, il "Caseificio Boschetto Vecchio" alleva oltre 140 vacche da latte di razza Frisona, Simmental e Jersey, nutrite con foraggi come fieno, erba medica, mais insilato e cereali coltivati nei campi dell’azienda stessa tramite l’uso di tecnologie di lotta integrata e biologica.

Sono circa 6mila i quintali di latte mediamente prodotti all’anno, dei quali circa 5mila quintali vengono trasformati e circa mille quintali sono destinati alla Granarolo per l’alta qualità. L’azienda di Fucci è stata la prima azienda in Italia ad ottenere la certificazione nel 1991. "Quando è uscita la legge per il circuito alta qualità noi eravamo pronti -afferma soddisfatto Fucci- e per questo merito devo ringraziare la Granarolo e anche l’Azienda Usl". La ricerca della qualità è una caratteristica intrinseca e lo dimostra anche il fatto che da circa 12 anni Giacomo Fucci sta portando avanti un progetto con l’Università di Parma, ormai alle fasi conclusive, per ottenere un latte ancora migliore, ancora più digeribile che eviti gonfiore al 100% così che possa essere bevuto da tutti e in modo tale che questi effetti positivi si riscontrino anche nelle tante varietà di formaggi freschi, più o meno stagionati, e paste filate che il caseificio produce.Il Caseificio nel 2018 compie 20 anni di attività. Fucci ha portato avanti il lavoro di agricoltori e allevatori dei genitori e dei nonni e nel maggio del 1998 ha avviato la nuova attività di trasformazione diretta del latte. Nell’azienda si lavora a ciclo chiuso e, come sottolinea Fucci, "con passione, con rigore, con le mani, nel rispetto delle norme disciplinari e secondo la tradizione artigiana portata avanti da generazioni dedite alla vita di campagna".

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